Figlie della Terra di Mezzo

Urban Dance Performance, nell’ambito del convegno internazionale Negotiating Borders Through Art

  • Data: 16 MAGGIO 2026  dalle 20:30 alle 21:00

  • Luogo: DAMSLab (Piazzetta P.P. Pasolini 5b, Bologna)

  • Tipo: Performance

  • Tema: Soffitta - Bologna crocevia delle culture

© Emma Graziani

crediti

Figlie della Terra di Mezzo
di Ofelia Balogun
con la partecipazione di Thiago Sun
coreografia e testi Ofelia Balogun
tecnico del suono Sasha Shinezz
in collaborazione con Danza Urbana ETS


Performance di danza urbana che intreccia coreografia e parola poetica, costruendo un dispositivo scenico in cui il corpo diventa spazio di attraversamento tra identità, memorie e appartenenze multiple. Il lavoro parte dall’idea di costruire ponti tra mondi e linguaggi, cercando forme espressive capaci di restituire esperienze ibride, segnate da stratificazioni culturali e biografiche. La performance affronta temi contemporanei legati al corpo e alla sua visibilità: corpi esclusi, classificati o dimenticati, ma anche capaci di trasformazione e di superamento dei confini imposti. “Figlie della Terra di Mezzo” si sviluppa come un rituale in cui danza e testimonianza poetica si intrecciano, dando forma a una ricerca di consapevolezza che emerge dalle fratture dell’identità.

Il lavoro si configura come un invito a riconoscersi in una dimensione intermedia, fluida, non definita, dove elementi apparentemente separati possono essere messi in relazione, rendendo visibili connessioni spesso invisibili alle narrazioni dominanti.


Ofelia Balogun
è danzatrice e coreografa. La sua ricerca intreccia danza contemporanea, parola e pratiche performative, con particolare attenzione ai temi dell’identità, della diaspora e della rappresentazione del corpo. Il suo lavoro si sviluppa tra dimensione artistica e contesti interculturali, attraverso progetti collaborativi e internazionali.

Nell’ambito del convegno internazionale Negotiating Borders Through Art (15–17 maggio 2026), organizzato dal Corso di Alta Formazione “Mediazione artistica in contesti interculturali”, in collaborazione con Cantieri Meticci.